Il giorno 15 maggio 2014, sulle pagine del quotidiano IL TEMPO è apparso questo articolo:
La nostra risposta è stata immediata. Abbiamo preso carta e penna, si fa per dire, ed abbiamo messo nero su bianco le nostre ragioni. Poi, via PEC abbiamo inviato al direttore de IL TEMPO questa lettera:
Spett.le
Gian Marco Chiocci
Direttore de IL TEMPO
Quotidiano
di Roma
Iltempo1@legalmail.it
Oggetto: diffida per articolo di
giovedì 15 maggio 2014 “I contenitori abusivi della chiesa ortodossa”
Con riferimento all’articolo
“I contenitori abusivi della chiesa
ortodossa”, apparso a pagina 11 di giovedì 15 maggio 2014, siamo a chiedere
immediata rettifica a mezzo stampa, in quanto tale articolo è diffamatorio e calunnioso
nei contenuti e offensivo nei nostri riguardi.
L’autorizzazione
dichiarata revocata è in effetti valida, in quanto è stata fatta richiesta e
per la legge del silenzio assenso è di fatto ufficialmente tornata a pieno titolo di
validità, infatti la magistratura sta dandoci ragione annullando le sanzioni di
occupazione di suolo pubblico, essendo la nostra una Chiesa ufficialmente
riconosciuta dallo stato italiano.
Precisiamo
comunque che la vostra giornalista non ha effettivamente riportato ciò che ha
visto durante la visita che ha fatto presso la nostra struttura, visita che ha
effettuato, peraltro, senza qualificarsi. Perché nell’articolo non ha riportato
che i vestiti per i bimbi vengono donati gratuitamente? Perché non ha
riportato, come gli è stato detto, che molte famiglie vengono a vestirsi
gratuitamente presso di noi? Perché non ha riportato che è in atto un progetto
per la riqualificazione dell’area e per la costruzione di una cucina per i
bisognosi? Perché non ha domandato se i nostri vestiti sono igienizzati, anche
se non dovuto a termine di legge? Perché sempre e solo fango?
Perché tale
giornalista non si è posta il problema di quanto lavoro volontario e quanto
pagato direttamente dalla Chiesa, c’è, dietro lo smistamento degli indumenti
recuperati dai cassonetti?
Se avesse chiesto
informazione in modo chiaro e specchiato, avrebbe fatto più bella figura, in
quanto sarebbe venuta a conoscenza dei fatti come si sono in realtà svolti. E’
vero che il materiale recuperato dai cassonetti è stato messo sotto sequestro,
ma è altresì vero che è stato dissequestrato, in quanto è stato appurato che le
calunnie tendenziose dichiarate dagli agenti della polizia provinciale Icabucci
Luigi e Scuderi Fabrizio e sottoscritte dal direttore dr. Luca Odevaine, si
sono dimostrate false, calunniose e di parte, (dato che il giro dei cassonetti
su Roma, gestiti dalla cooperativa SOL.CO.
e dal Consorzio Alberto Bastiani, è di svariati milioni di euro all’anno)
infatti la magistratura ha archiviato come “notizia di reato infondata”.
Crediamo anche
che la vostra giornalista avrebbe fatto bene
studiare le leggi sulle donazioni e i rifiuti, invece di giocare alla
piccola investigatrice, dato che siamo sempre pronti a fornire ogni tipo di
spiegazione, sempre e comunque documentando il tutto. Siamo anche a dirle che
la nostra è una Chiesa Cattolica Ortodossa, e che nulla ha a che vedere con la
Chiesa Cattolico-romana, se ne fosse interessata possiamo sempre fornire lezioni
di recupero.
Tali lezioni
potrebbero anche portarla a scoprire che la Cooperativa SOL.CO. ha nulla a che
fare con le onlus e nel 2010 ha avuto un contenzioso con l’Agenzia delle
Entrate per due milioni di euro.
Sempre la
giornalista autrice degli articoli, avrebbe potuto visionare il nostro sito
internet, dove avrebbe trovato esposto il nostro “giro di affari”, rendendosi
conto di ciò che sarebbe andata scrivendo.
Per quanto
riguarda le scritte poste sui cassonetti, l’AMA può autorizzare solo ed esclusivamente
raccolta di rifiuti differenziati e non a scopo umanitario, cosa che invece
possiamo fare noi, in quanto comunità religiosa.
Il lavoro che la
nostra Chiesa sta facendo sul territorio è di natura umanitaria, non sempre
bisogna vedere la malafede o “l’impiccio”.
Siamo quindi a
chiedere rettifica, che se non ottenuta ci vedrà costretti a sporgere querela
nei Vs. confronti, anche a nome dei tanti fedeli e non, che usufruiscono del
nostro lavoro e dei sacrifici che la nostra comunità religiosa sta giornalmente
proferendo.
Restando a vs.
disposizione per ogni chiarimento, vi porgiamo un pastorale e sentito
abbraccio.
PS: Ovviamente abbiamo a vostra disposizione tutta
la documentazione riguardante ciò scritto sopra. E rammentiamo anche che le
indagini attualmente in atto, sono scaturite da nostre denunce, contro l’AMA e
gli agenti sopra citati.
Roma, 16/05/2014
Questa mattina, nella sezione CRONACA DI ROMA, sulle pagine dello stesso quotidiano è apparsa la precisazione:

